Curiosità

CAPRO

Chiesa dell’Annunziata

A 2 Km  dalla città, sulla strada per Cannara. Venne fondata dai monaci benedettini dell’abbazia di Sassovivonell’XI secolo. La facciata, preceduta da un portico di mattoni con sei arcate, ha un portale restaurato nel 1495. Notevole all’interno il bellissimo altare maggiore, con la pala realizzata in maiolica invetriata policroma, raffigurante un’Annunciazione al centro ed una “Pietà” nella lunetta, completa di piccole scene nella predella e di una cornice sontuosa di foglie e frutta. L’opera è stata attribuita al fiorentino Santi di Buglione, erede nel ‘500 della prestigiosa opera artistica dei Della Robbia. Completano l’arredo un Crocifisso ligneo del ‘500, attribuito allo scultore Giovanni Teutonico, con la “Madonna e S. Giovanni” dipinti ad affresco da Ascensidonio Spacca

Il Lago Asio o Abisso

Un laghetto, le cui sorgenti scaturiscono dalle viscere della terra, posto nella pianura bevanate, tra il corso del Timia e il Topino verso il quale defluisce l’emissario. La tradizione orale racconta che “sul luogo dove ora è il lago era la casa di un ricco contadino di nome Chiarò, assai ingrato verso Dio e poco propenso alla carità cristiana. La moglie invece era donna pia e caritatevole che, contro la volontà del marito e in sua assenza, elargiva elemosine ai bisognosi. Il giorno di S. Anna Chiarò volle, contro ogni devota consuetudine, battere il grano raccolto sull’aia, nonostante le suppliche della moglie. 

Ecco allora giungere la voce di un Angelo avvertire la pia donna: “prendi con te quello che hai di più caro e fuggi, poiché la tua casa fra qualche momento si sprofonderà”.Immediatamente la pia madre, piena d’orrore, preso in braccio un piccolo bambino a cui dava ancora il latte e un altro che aveva per mano, si diede alla fuga. Come si fu mossa, la casa era di già inabissata e sommersa nel gorgo con quanti si trovavano dentro. Ma nella fuga la spaventata donna si accorse che, dietro la traccia segnata in terra dalla fascia disviluppatasi dal corpicciolo del bambino recatosi al seno, un rivo dell’acqua che aveva sommersa la casa, la inseguiva minacciando di affogare anco lei. Le venne però in soccorso la nota voce dell’Angelo, che le comandò di posare il bambino attaccato al seno, come quello che crescendo sarebbe venuto del medesimo stampo del crudel padre; il che fatto e continuando a fuggire, si salvò. E dove questo de’ figlioli era stato lasciato, la terra, apertasi per inghiottirlo, formò l’Aisillo”.

Ogni anno, il giorno di S. Anna, così assicurano gli anziani del luogo, si possono ancora vedere attraverso l’acqua le travi della casa sommersa , e udire la triste voce di Chiarò.